La visione sistemica per navigare l’instabilità

In equilibrio o in bilico?

Sai quei momenti in cui senti di camminare su un filo e non sai se cadrai?

Equilibrio è quando tutto fila liscio, le cose si bilanciano da sole e respiri sereno. Bilico è l’incertezza prima della scelta grossa, quando il respiro si fa affannoso e lo stomaco è in subbuglio. E’ capitato a tutti di fare esperienza di questi due momenti.

Invece di pensare e ripensare a cosa è giusto e cosa è sbagliato prova a guardare il quadro più grande. Relazioni, emozioni, vita vera. Il counseling e il pensiero sistemico aiutano a non cadere ma a planare verso un equilibrio tuo. Prenditi tempo. Ascolta te stesso e trasforma la confusione in crescita, il dubbio inscelta, la non chiarezza in consapevolezza.

Il significato letterale

Tra essere inequilibrioe stare in bilico c’è differenza. Essere in equilibrio implica uno stato armonico di stabilità. Quando si raggiunge un equilibrio le forze opposte si compensano e la posizione è sostenibile nel tempo, pur con gli aggiustamenti da fare di tanto in tanto. Nello stare in equilibrio c’è una stabilità dinamica, la gestione armonica della situazione e delle emozioni.

Stare in bilico porta invece con sé il senso della precarietà e dell’instabilità, l’idea che da un momento all’altro si può cadere da una parte o dall’altra. E’ il momento della transizione e dell’incertezza. E’ il momento prima della scelta. Nello stare in bilico esiste una potenziale trasformazione. E’ il momento dell’ambivalenza emotiva, della confusione.

Le oscillazioni dell’incertezza

Stare in bilico tra scelte diverse: il ruolo del counseling

Tutti abbiamo sperimentato, in qualche momento della nostra esistenza. Sentirsi in bilico tra scelte diverse, vivere un’incertezza che da un momento all’altro può evolversi in un modo o in un altro. E’ una esperienza comune a tutti. E’ anche un momento che con la sua instabilità causa ansia e turbamento, ma può essere affrontato come occasione di crescita personale.

Per saper dire “so-stare” nell’incertezza occorrono strumenti nuovi. Il pensiero sistemico, l’approccio relazionale ecologicoe le opportunità offerte dal counseling ci propongono strumenti preziosi per orientarci tra le alternative e muoverci verso un autentico equilibrio.

La complessità della realtà

Ma serve anche abbandonare la logica del “giusto o sbagliato”. Quando ci troviamo nell’incertezza, la mente tende naturalmente a voler classificare in ciò che è giusto fare e cosa è sbagliato. O bianco o nero. Questo schema polarizzato da un lato può essere rassicurante, perché riduce la complessità e ci dà il senso del controllo.

Prigionieri del dualismo “giusto o sbagliato”

In realtà, quando a esser messe in discussione sono le nostre certezze interiori, aspetti importanti della nostra esistenza, rischiamo di rimanere imprigionati in questo dualismo di “giusto o sbagliato”. Così si finisce per generare più sofferenza che chiarezza.

La vita reale non si riduce mai a categorie nette (e così semplificate). Ogni situazione può avere in sé sfumature e contraddizioni. La realtà è infinitamente più complessa.

Come ci aiuta avere uno sguardo sistemico sulla realtà

Il pensiero sistemico in questo ci è di aiuto. Ci offre gli strumenti per osservare la realtà come una rete complessa di elementi interconnessi. Ogni decisione si inserisce in questa rete di relazioni e di risposte al nostro agire. Questa ottica ci allontana dalla semplificazione di un pensiero lineare di “giusto o sbagliato”. Ci aiuta a vedere come ogni scelta avviene influenzando o essendo influenzata da fattori diversi: il contesto, le relazioni, l’ambiente, le emozioni, le percezioni nostre e altrui.

Pensare in modalità sistemica

Pensare in modalità sistemica significa imparare a leggere le situazioni e i problemi attraverso le connessioni, la relazioni che abbiamo con le persone. Osservando e valutando i possibili esiti delle nostre scelte. Accettando il fatto che ogni cambiamento nel sistema genera effetti e ha ricadute non solo su di noi ma anche altrove. Ogni gesto che compiamo o scelta che facciamo è il prodotto della nostra storia, delle nostreemozioni, dell’ambiente in cui viviamo, dei modelli familiari che abbiamo ereditato, delle persone che abbiamo incontrato sul nostro cammino. Insomma…pensa alcontestoe alleconnessioni!

Aprirsi alle possibilità

Se non giudico subito un’azione o una scelta come giusta o sbagliata, mi concedo il tempo e lo spazio per esplorare alternative. Quel che mi aiuta è considerare nuovi punti di vista e nuove vie da percorrere. Non significa rinunciare a dare una risposta etica, ma piuttosto sospendere il giudizio immediato, quello “di pancia” e lasciarsi il tempo di ascoltarsi, osservare per poi decidere con maggiore consapevolezza e responsabilità. Significa “so-stare” nel dubbio e nelle domande senza risposte troppo immediate e precipitose.  

E’ un invito a non considerare la nostra vita in compartimenti stagni, ma a esplorarla con le sue relazioni e intersezioni tra aspetti diversi. Vuol dire coglierne la complessità e metterci davanti la pluralità delle scelte possibili.

M. Grazia Cavallino

“La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza” (G. Bateson)

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